A volte nelle nuvole si possono riconoscere le parvenze di animali, oggetti, il profilo di un volto; sono sorprese che ogni tanto si incontrano guardando nel paesaggio. Le figure ai nostri occhi appaiono precise, anche se, in effetti, sono incerte, mutevoli, lontane dall’essere definite senza particolari e contorni finiti. Pur tuttavia questi profili sospesi sembrano così somiglianti, tanto che la soffice leggerezza delle nuvole pare contenere la segreta geometria di un disegno tracciato da una mano sapiente. Questo lavoro sul paesaggio italiano, vorrei che apparisse un po’ così come questi disegni mutevoli; anche qui una cartografia imprecisa, senza punti cardinali, che riguarda più la percezione di un luogo che non la sua catalogazione o descrizione, come una geografia sentimentale dove gli itinerari non sono segnati e precisi, ma ubbidiscono agli strani grovigli del vedere.